Febbraio, 26 

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L'AMORE NON E' COME NEI FILM

INDICE: 

  • PLAYLIST DI FEBBRAIO   
  • LA VERITA' E' CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA
  • CONSIGLIO LIBRI
  • FAMILY AND FRIENDS 
  • CONSIGLI DEL MESE  

PLAYLIST  DI FEBBRAIO   

LA VERITA'  E'  CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA 

“La regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini segnati dalle esperienze passate, bisognosi d’aiuto o di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono e quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa."
La verità è che non gli piaci abbastanza (2009)

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L’altro giorno — come ogni altro giorno, Dio levami TikTok — stavo scrollando quando mi sono imbattuta in un estratto di Svergognate con Daniela Collu.
Daniela, che a me piace tanto, fa una riflessione: “La verità è che non gli piaci abbastanza” è una cazzata.
Una retorica stanca, pigra, che forse è arrivato il momento di lasciare andare.
Tendiamo spesso, soprattutto quando si parla di relazioni eterosessuali, ad attribuire all’uomo il ruolo del burattinaio della relazione.
È lui che scrive.
È lui che invita a cena.
È lui che chiede di uscire una seconda volta.
Ed è sempre lui che, se sparisce, lo fa perché non è interessato.
Ed è qui che vi voglio. Ed è qui che vi vuole anche Daniela Collu.

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Continuare a ripeterci che “se non ti chiama è perché non gli piaci abbastanza” alimenta un’idea piuttosto comoda, ma profondamente sbagliata: che gli uomini siano esseri bidimensionali, privi di emozioni, ansie, confusione, fragilità e sbattimenti interiori.
Come se avessero sempre tutto chiarissimo. Come se decidessero cosa vogliono da te con una lucidità mentale che non viene richiesta nemmeno a un capo di Stato. Come se cercarti o non cercarti fosse sempre una scelta razionale, definitiva, consapevole.
La verità è che dietro le persone, uomini inclusi, esistono sfumature, contraddizioni e umanità. E sì, esistono eccome.
Magari non ti richiama perché ha avuto una giornata di merda al lavoro e non ha le energie per parlare con nessuno. Magari è uscito da una relazione lunga e dolorosa e si rende conto di non essere pronto.
Magari quel giorno è semplicemente pieno di insicurezze come tutti noi.
Ora, che molti uomini facciano una gran fatica a esprimere ciò che provano è un altro discorso (e lo metto volentieri sulla bilancia della mia tesi) ma non è questo il punto. Il problema è che questo film (e la narrativa che lo circonda) sembra dire alle donne una cosa molto netta: o piaci da impazzire, o fai schifo.
Spoiler: il mondo non funziona così. 
Non esistono solo il bianco e il nero. Tra due persone non può esserci solo una grande storia d’amore o il vuoto cosmico. Nel mezzo esistono mille possibilità: attrazioni incerte, legami che cambiano forma, connessioni che crescono lentamente, rapporti che non sono subito definibili.
Tra noi esseri umani entrano in gioco tantissime variabili quando ci incontriamo.
E queste variabili possono mescolarsi creando relazioni diverse: amicizia, amore, qualcosa che sta nel mezzo e che magari non sappiamo nemmeno come chiamare.
Perché mettere dei limiti a tutto questo?

CONSIGLIO LIBRI 

A febbraio, il mese in cui l’amore è protagonista, noi Perfette abbiamo deciso di dedicarci alle RomCom.
Io oggi voglio ampliare lo spettro dei contenuti e consigliarvi libri e saggi che ho letto e che parlano proprio d’amore — nelle sue mille sfumature e in tutte le sue forme.

SAGGI

1. L’amore è cambiato – Annalisa Ambrosio
Ve l’avevo già consigliato quando era uscito.
Annalisa Ambrosio, che conosco perché è direttrice del corso di laurea triennale alla Scuola Holden, è una grande. L’anno scorso ha pubblicato questo saggio per Einaudi, in cui propone un’analisi molto moderna e veritiera dell’amore oggi.Lo consiglio perché non cerca di dare risposte o di “insegnare” qualcosa: è piuttosto come un dialogo collettivo tra le nuove generazioni. Un dialogo che ci aiuta a essere meno spaventati e più consapevoli di quanto i cambiamenti della società siano, per forza di cose, strettamente collegati a quelli delle nostre relazioni interpersonali. E qui casca a pennello il mio secondo consiglio di lettura.

2. L’arte di amare – Erich Fromm
Erich Fromm, psicanalista e filosofo del ’900 appartenente alla Scuola di Francoforte (Viola, dimmi se mi sbaglio), una corrente che intreccia filosofia, psicologia ed economia, studia proprio come il sistema economico — in questo caso capitalista — influenzi le nostre relazioni interpersonali. È sicuramente una lettura un po’ più “macchinosa” (è stato scritto nel ’56), ma resta molto, molto interessante, soprattutto se applicata ai giorni d’oggi.

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ROMANZI

Se di romcom ne vado ghiotta, con i romance in senso stretto faccio un po’ più fatica.

Detto questo, vi consiglio romanzi che, a loro modo, parlano di amore e di coppie.

1. Confidenza – Domenico Starnone
Un uomo, da giovane, condivide un segreto con la compagna dell’epoca. Anni dopo, quando ha costruito una carriera e raggiunto il successo, quella confessione — e quella compagna — tornano a tormentarlo.

2. Lacci – Domenico Starnone
Bellissimo. Racconta di un uomo che lascia moglie e figli per un’altra donna.

3. Un uomo – Oriana Fallaci
Racconta la vita e la morte di Alexandros Panagoulis, eroe della resistenza greca contro la dittatura dei colonnelli, e compagno nella vita reale di Oriana Fallaci. È un romanzo meraviglioso in cui la Fallaci si rivolge a Panagoulis in seconda persona, intrecciando la sua storia politica con la storia del loro amore.

4. Mi limitavo ad amare te – Rossella Pastorino
Parla del legame tra due fratelli e lo fa in modo meraviglioso (io ho pianto un sacco). 

Aspetto vostri consigli ;)

P.s tra poco apriamo il bookclub di Perfette Sconosciute e Nina e VIola se lo suc4no

FAMILY AND FRIENDS 

Amore: s.m.[latino amor-oris] sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia.
Questa la definizione di amore secondo la Treccani.

Se pensiamo ai film con cui ci hanno cresciuto, all’amore si associano grandi gesti, farfalle nello stomaco, emozioni folli, anche non del tutto piacevoli ma logoranti, come possono essere un senso di incertezza, di dubbio. A me viene in mente il Primo Ministro inglese in Love actually che risponde sgarbatamente al suo collega statunitense per difendere la donna che ama, oppure Rosie che in Scrivimi ancora confessa il suo amore per Alex al matrimonio di quest’ultimo, davanti a tutti, in lacrime, e poi scappa. Scene iconiche, certo, ma nella realtà?

Mi sono sempre piaciute di più le storie fatte di cose piccole, il trope dei bff to lovers, due che si sono conosciuti senza maschere, senza l’idea di doversi corteggiare o di dover apparire al meglio, ma che sono stati loro stessi dal primo momento. Mi danno l’idea di un sentimento più vero, più genuino, senza corse folli in aeroporto per fermare il lui o la lei di turno. Quando poi mi sono permessa di vivere l’amore, mostrandomi, facendomi conoscere, abbandonandomi all’idea che quella cosa facesse anche per me, che ci potessi credere fino in fondo, mi sono resa conto di quanto l’amore vero, quello profondo, duraturo, sia una scelta. Una scelta continua, quotidiana, da rinnovare anche nella noia. Una volontà di condivisione con l’altro, una scelta di mettersi insieme in gioco, di cambiare insieme, di non smettere mai di avere voglia di conoscere l’altro, in ogni sua nuova sfaccettatura. Una sfida in primis con sé stessi, perché un rapporto autentico è un po’ uno specchio, mette a nudo anche le cose di te che sei solito nascondere, ti chiede prima di accettare te, poi l’altro. Una scelta perché con il tempo, con la quotidianità, l’eccitazione dei primi momenti si affievolisce, le farfalle nello stomaco tornano nel bozzolo, e ci si scontra con la realtà di chi siamo noi e di chi abbiamo davanti.

E non sempre siamo due pezzi del puzzle combacianti, più spesso possiamo provare a smussare i nostri angoli e cercare insieme di costruire una forma nuova, diversa da quella che ci aspettavamo ma forse più ricca perché l’abbiamo progettata insieme. Ieri sera ho riguardato Past Lives, con il suo sapore dolceamaro che di rom-com non ha nulla, e mi ha molto colpito una frase: “è come piantare due alberi in un vaso, le nostre radici devono trovare il loro posto.”